sabato 10 gennaio 2026

QUELLA LINEA DI CONFINE

 


Al sorgere del sole.


Esiste una linea sottile,

Uno spazio in cui ogni cosa coesiste.

Un luogo dove gli opposti sanno sfiorarsi.

Una dimensione nella quale i sensi riescono a trovare il loro posto, nello stesso istante.

Una linea di confine madre di emozioni figlie del sole e della  luna,

Figlie del giorno e della notte,

Figlie dell’aria e del cielo.

Figlie del fuoco e della terra.

Figlie del cuore di ogni anima in cammino.

Dal mio cuore fino al vostro.


Lucrezia di Lernia in The Moonland

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)



mercoledì 31 dicembre 2025

COME UN’ ONDA: PRIMA VUOTA E POI PIENA

 


Cassandra era solita ritagliarsi qualche ora in solitudine durante l’ultimo giorno dell’anno.

Il 31 dicembre di ogni anno era, per lei, un susseguirsi di rituali che la aiutavano, in qualche modo, a rivivere, per poi chiudere, il ciclo di 364 giorni che aveva alle spalle.

Così, nelle ultime ore del 2025, aveva avuto modo di pulire minuziosamente e a fondo il suo nuovo nido. Aveva deciso di eliminare, insieme alla polvere, fogli e oggetti che erano legati ad un tempo ormai passato.

In occasione di questa importante pulizia, Cassandra, ebbe modo di ricongiungersi con delle sue vecchie creazioni che, di fatto , la trascinarono, su di una montagna russa di emozioni. Tutto accadde proprio quando tolse il coperchio della scatola dei suoi lavori manuali, quelli del patchwork.

Avvertì, sul suo viso, qualcosa di molto simile ad un soffio di vento, una sensazione che la costrinse a chiudere gli occhi  trascinandola in una dimensione parallela. Si sentiva come galleggiare, intorno a lei, il flusso, tanto profondo quanto discontinuo, di ricordi erano accompagnati da suoni ovattati. 

Era tutto molto intenso, così intenso da scuoterla. Tanto.

Non si oppose a quello che stava accadendo e si affidò a quello che, probabilmente, avrebbe sanato quello che, ancora, aveva bisogno di ascolto.

Si concesse qualche ora di introspezione, questo le permise di comprendere quanto la vita sia un’incessante susseguirsi di eventi e mutamenti. 

Cassandra si trovò a pensare, nei suoi momenti di solitudine interiore, che aveva fortemente cercato di ritagliarsi, a quanto la vita viaggi talvolta ad una velocità inafferrabile, talvolta in maniera lenta, molto lenta. Eppure in quel “troppo” e in quel “troppo poco” che e’ la vita, ognuno di noi ha i suoi giorni raccontati da facce, bocche, mani, braccia e cuori che sono e resteranno per sempre i suoi. Quelli che erano “ieri”, quelli che sono “oggi” resteranno anche domani e, forse, per sempre scritti nella propria vita, nel proprio piccolo grande universo.

In quella solitudine Cassandra, non riuscì a zittire la mente, le immagini, i discorsi, le parole, le espressioni  e le emozioni.

Quelli di oggi e quelli di ieri, la stavano attraversando come un’onda che si infrange violentemente su di uno scoglio per poi ritrovarsi.

Prima piena.

Poi vuota.

Prima vuota.

Poi piena.

E’ così che si sentiva.

Non si oppose neanche questa volta.

Si affidò a quel suo sentire.

Fu’ allora che Cassandra comprese l’insegnamento dell’anno che aveva alle spalle: integrare in se’ stessa la capacità di adattarsi al ritmo mutevole della vita.

Che da e toglie.

Che svuota e riempie.

Che respinge e abbraccia

Che scarta e sceglie.

Che accoglie e allontana.

Così, qualche ora dopo e come ogni anno, si dedicò alla fase successiva della pulizia, della sua dimora come di sé stessa.

Quella energetica.

Cassandra decise di aprire le finestre al primo albeggiare del 31 dicembre 2025;

Sentiva l’aria pungente e leggera che le sfiorava la pelle - “E’ arrivato il momento!” Disse a se’  stessa.

Estrasse dai cassette tutte le sue pietre e le ripose sul tavolo, raccolse anche le sue profondità e affido’ tutto alla vibrazione del sole, dell’aria, del fuoco e delle sue erbe magiche. 

Tutto si mosse affinché lei potesse lasciare andare, svuotare e rendere leggero ciò che prima era pesante.

Cassandra ringrazio’ il 2025 per tutto quello che le aveva fatto vivere, sicura che, ogni cosa, aveva un’unico scopo: IL SUO BENE♥️


Dal mio cuore fino al Vostro

Lucrezia di Lernia Alias Cassandra (colei che ha visto oltre, dopo l’esperienza vissuta).


Lucrezia di Lernia in The Moonland

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)





mercoledì 3 dicembre 2025

QUELLO SPAZIO DI SOSPENSIONE

 



Aveva i capelli a caschetto castano scuro, una maglietta  blu a maniche corte e, i pantaloni delle tuta, dovevano essere stati blu anche quelli.

L’ho visto lì, oltre il cancellone di quella casa, probabilmente la sua, mentre correva a riprendere la palla che lo aveva appena superato oltre le sue spalle.

Era estate quando mi trovavo a passare su quella strada che, ancora oggi, percorro quasi quotidianamente. Non so perché l’istinto mi abbia fatto voltare il capo in quella direzione, non è stato alcun suono e nessun rumore a catturare la mia attenzione, semplicemente ho voltato la testa verso di lui e l’ho visto correre, così entusiasta, dietro a quella palla. Avrà avuto super giù otto, dieci anni e, la scena, che avevo appena visto scorrere davanti ai miei occhi, e’ come se mi avesse trascinato in una dimensione di sospensione. 

La definisco “dimensione di sospensione” perché è come se il tempo si fosse fermato in quel giorno, a quell’ora e in quel preciso istante. 

Perché proprio in quello spazio-tempo dentro di me hanno iniziato ad attivarsi tutta una serie incognite, come: 

“chissà come sarà la sua vita quando sarà adulto?” oppure : “chissà quali saranno le sue passioni?” e ancora: “chissà quali gioie e quali dolori disegneranno la sua vita?”

Mentre in me emergevano tutte queste domande, sorridevo nel pensare a quante possibilità potrà avere quel bambino con tutta la vita che ha ancora davanti a sé!

Così da quel giorno e dopo quell’esperienza emotiva, ogni tanto e senza alcuna ragione apparente, quando vedo passarmi accanto qualche persona sconosciuta, così come mi è successo con quel bambino, mi capita di chiedermi a cosa si porta dentro al cuore: 

“chissà che lavoro fa?” 

“chissà se è felice?” 

“chissà se si sente amata/o”

“chissà cosa sta pensando in questo momento?”

Allora, dentro di me,  inizio ad immaginar storie;

A vedere sorrisi;

A sentire abbracci, lacrime e baci.

Proprio come è successo con quel bambino che, nel osservarlo così piccolo, e’ come se, in quell’istante, fossi riuscita a vederlo già adulto, come se fossi riuscita a sentire la pienezza di tutto il suo bagaglio di vita.

Riuscire a connettermi a questa frequenza energetica riesce a riempirmi di speranza, perché è come se in quello spazio di sospensione riuscissi a sentire la pienezza, il valore e l’importanza anche di un solo istante, riuscendo così a raccontare storie che magari non esiteranno mai ma che, anche solo per qualche istante, vivono dentro di me.

E’ chissà se quel bambino saprà mai di quanto quanto è stato bello e speciale per me incontrare la sua vita, anche per un singolo e “microscopico” istante?

Dal mio cuore fino al vostro.


Lucrezia di Lernia in The Moonland(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)




giovedì 27 novembre 2025

CON IL MIO BAGAGLIO, PIÙ CONSAPEVOLE

 


Ieri mentre passeggiavo lungo un marciapiede, ammiravo la bellezza degli alberi che lo costeggiavano.

Ero completamente rapita dai colori che i miei occhi stavano osservavo. 

Ogni passo un’emozione. 

Ogni passo un respiro. 

Mi trovavo in uno spazio tempo che,in qualche modo, mi aveva trascinato in una dimensione parallela fatta solo di emozioni e colori. Era un continuo sentire, sentire nel cuore. D’un tratto lo sguardo si posa ai piedi dei tronchi di quegli alberi. 

Mucchietti di foglie coloravano il nero del catrame sotto di loro. 

L’istinto è quello di fermarmi davanti a questa macchia di colore scarlatta, trovo che ci sia qualcosa di meraviglioso in quello che sto osservando, ma non riesco a dare una connotazione precisa a ciò che sto provando. Sento solo il bisogno di scattare una foto. Forse ho bisogno di entrare in quel momento. Prendo il telefono, mi chino e scatto la foto - che meraviglia penso tra me e me,sento il cuore vibrare ✨- ed è proprio in quel momento che percepisco la bellezza del coraggio del rosso di quelle foglie: hanno saputo abbandonare la certezza dei loro rami, ancora non sanno cosa sarà il loro futuro eppure, nonostante tutto, hanno il coraggio di essere ancora se stesse. Hanno il coraggio di restare in quella frequenza energetica che le permette di far brillare così tanto il loro colore. 

Chi l’ha detto che non hanno paura?eppure restano lì fiere di essere ciò che sono, sapendo che il vento le allontanerà dalla certezza della loro casa, sapendo che lo scorrere del tempo,lentamente, le farà seccare. 

Sapendo che un ciclo si sta per concludere.

Eppure hanno il coraggio di continuare ad essere.

Nonostante tutto.

Comprendo che l’universo, attraverso la natura, mi sta parlando. 

“Abbi il coraggio di restare quella che sei. Nonostante tutto. Perché non importa cosa succede fuori di te, perché non importa quello che accadrà domani. Perché non importa se qualcuno ti ferisce. Quello che è davvero importante è che che tu rimanga ciò che sei. Sempre.”

Sospiro, esco da quello spazio tempo e ringrazio quelle foglie. 

Continuo sulla mia strada. 

Con il mio bagaglio e più consapevole.

Dal mio cuore fino al vostro.

27 Novembre 2021

Lucrezia di Lernia in The Moonland

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)


mercoledì 3 settembre 2025

LE LUNGHE TAVOLATE A CASA DEI NONNI

 

E’ una signora di settantanove anni, dall’aspetto molto ben curato, quella che ho davanti a me.

I suoi capelli sono corti ma pettinati in una piega impeccabile; le grosse lenti foto cromatiche, degli occhiali da sole, riescono a nascondere appena i suoi occhi, che sanno comunque raccontare la vita che hanno visto scorrere dinnanzi a sé.

Un anello, con una grossa pietra turchese, avvolge il suo anulare sinistro che nasconde la sua fede nuziale, quasi come a volerla proteggere.

Il sorriso è dolce e delicato, proprio con il suo esile corpo  che, avvolto in abiti  perfettamente in tinta, si muove con un fare leggero, come il fluttuare di una piuma nell’aria.

Dopo qualche istante ci troviamo a conversare. Mi racconta delle sue tre nipotine più piccole che amano il risotto: “la più grande adora il risotto allo zafferano, mentre la più piccola mi chiede spesso di farle il risotto ai mirtilli” - così glielo faccio!

Conclude il racconto con un sorriso così “materno” che, davvero, mi scalda il cuore.

E’ proprio quel sorriso che mi da’ accesso ad una dimensione, così accogliente, che mi fa sentire libera di chiederle: “ i suoi nipoti più grandi, invece, quanti anni hanno?”  

“Uno ventuno e l’altro ventiquattro” - prontamente mi risponde e continua: “poi sa, noi abbiamo un’abitudine bellissima! Infatti ogni mercoledì tutti i nipoti vengono a casa mia e stiamo tutti insieme! Non sa quanta confusione si crea, però è una situazione bellissima. Voglio  dire, questi incontri, oltre a riempirmi il cuore, mi mantengono giovane e sa perché?  Perché sentire i loro discorsi mi aiuta a stare al passo con i tempi, mi parlano di cose che io altrimenti non conoscerei affatto.”

Io, nel frattempo, sono talmente rapita da quel discorso che, nella mia testa, quelle parole si sono trasformate in una sequenza di immagini, suoni, profumi e sapori che mi raccontano di quando ero io bambina e, la normalità, erano le lunghe  tavolate a casa dei nonni.

Le lunghe tavolate della domenica.

Le lunghe tavolate, compreso le nottate, di Natale e Capodanno.

Le lunghe tavolate di Pasqua.

Le lunghe tavolate a casa dei nonni a Trani, con i cugini che vedevo solo una volta all’anno. 

In queste occasioni eravamo così tante persone che era necessario suddividere i tavoli: quello dei bambini e quello degli adulti.

Immagino quei momenti e sento delle emozioni che, sono consapevole, non proverò mai più.

Insomma, uscita da questo mio momento di contatto con il passato, ho esplicitamente detto alla signora che tutto quello che succede a casa sua è bellissimo e che, oggi, è difficile riuscire a ricreare queste dinamiche “signora, e’ davvero una persona fortunata, lei questo lo sa?”

Lei: “eccome!”

Ci siamo trovate a confrontarci sul perché negli anni si siano perse queste abitudini.

Ci siamo ritrovate a confrontarci sul perché questi valori siano diventati, per alcune persone, superflui.

Ci siamo ritrovate, lei a 79 anni ed io a 43,  in accordo completo rispetto alle nostre opinioni, ai nostri pensieri così come i nostri punti di vista.

Dopo circa un’oretta ci siamo congedate, con uno sguardo di appagamento e profonda gratitudine che non penso nessuna parola possa davvero spiegare.

Grazie universo per questo incontro, per queste riflessioni e per queste belle emozioni.


Lucrezia di Lernia in The Moonland

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)


domenica 27 luglio 2025

LA LINEA SOTTILE CHE CI LEGHERA’ PER SEMPRE

 


Era mattina, mi trovavo a casa dei miei genitori ed era uno di questi giorni emotivamente impegnativi. Non che ci fosse una ragione specifica per la quale io mi trovassi in quella frequenza emozionale, semplicemente mi sentivo un po’ sopraffatta dai pensieri.
Quel giorno avevo deciso di indossare il vestito nero, quello lungo a fiori senza spalline e di raccogliere i capelli in una coda alta.
Me ne stavo lì seduta sulla sedia, di spalle alla cucina nella quale c’era mia mamma intenta a preparare il pranzo.
Quando, d’un tratto, sulla parte scoperta della schiena sento una carezza, quella di mia mamma che, uscendo dalla cucina, aveva poggiato la sua mano su di me. Quel lieve tocco, che sarà durato lo spazio di qualche secondo, e’ come se mi avesse riportato a quando, da piccola, mi stringeva tra le sue braccia. Non che io, oggi, abbia una memoria chiara di quel periodo eppure, quella sensazione profondissima di cura e accudimento, ha risvegliato in me una sorta di memoria emotiva legata ai primissimi anni della mia vita.
E’ stata una sensazione così bella che avrei voluto durasse molto di più. 
L’entrare in quella dimensione di protezione e ritornare bruscamente a quella attuale mi ha lasciato per qualche istante disorientata, ma è stato proprio quello “shock termico” a farmi pensare a quanto può essere permanente la connessione energetica con il tocco della mano materna.
Ho pensato a quanto può essere curativa la carezza, o anche un abbraccio, di chi si è preso cura di te da sempre.
La cosa straordinaria è che mia mamma, in quel momento, non sapeva di cosa io avessi bisogno e, in tutta sincerità neanche io sapevo di cosa avessi bisogno, eppure il suo tocco ha saputo arrivare fin dove ne avevo bisogno. 
Fin dove era necessario arrivare affinché io mi sentissi protetta.
Un tocco che ha saputo prendersi cura della mia parte più intima e profonda senza che io lo chiedessi.
Ed è stato meraviglioso entrare in quello spazio magico che è l’energia sottile.
E’ stato bellissimo sentire quella linea sottile che ci legherà per sempre💫

Grazie Ma’ per esserti sempre presa cura di me❤️


Lucrezia di Lernia in The Moonland

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)




domenica 11 maggio 2025

A TE CHE SAI PARTORIRE UN NUOVA TE STESSA

 



Auguri a te, mamma non mamma.

Auguri a te, che per anni hai vissuto sperando che, prima o poi, avresti potuto accogliere questo miracolo nella tua vita.

Auguri a te, ogni volta che il tuo sguardo incrocia quello di una mamma ed un figlio e ti chiedi quando arriverà il tuo momento.

Auguri a te, ogni volta che pensi a quel detto che dice: “ i bambini scelgono la propria mamma ancora prima di incarnarsi” e ti chiedi come mai nessuna anima abbia ancora scelto il tuo grembo.

Auguri a te, ogni volta che le tue orecchie ascoltando la tenera voce di una piccola anima rivolgersi alla sua mamma e ti sorprendi resistere a quel nodo che ti si forma in gola.

Auguri a te, ogni volta che pensi: “sentirò mai, in questa vita, qualcuno chiamarmi mamma?”

Auguri a te, ogni volta che hai pensato che fosse arrivato il momento giusto e invece hai dovuto accettare il “No” che la vita ha deciso di riservarti.

Auguri a te, ogni volta che nell’ intimità delle tue emozioni ti sei chiesta: “sarò mai mamma in questa vita?”.

Auguri a te, ogni volta che hai dovuto asciugare da sola le tue lacrime quando un stupido dubbio ha attraversato la tua mente: “forse non me lo merito?!”

Auguri a te ogni volta che ti sei sentita dire che non puoi essere all’altezza di essere mamma.

Auguri a te, ogni volta che un uomo ti ha detto che vorrebbe fossi la madre dei suoi figli e poi ti ha abbandonata più e più volte.

Tanti auguri a te, che hai dovuto sopportare in silenzio i giudizi degli altri, quando hai dovuto fare i conti con le parole dette senza cuore, solo per fare rumore.

Auguri a te, che ti senti mamma da sempre eppure non lo sei ancora diventata.

Auguri a te, ogni volta che pensi di non essere in grado di poter creare un miracolo ed invece, ogni giorno, sai partorire una nuova te stessa nel dolore, nei sorrisi, nelle paure, nelle fragilità e nella speranza di un futuro migliore.

Auguri a tutte le Donne perché, in fondo, siamo tutte mamme, già da quando veniamo al mondo.

Dal mio cuore fino al vostro.

Lucrezia di Lernia in The Moonland

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi. Operatrice Komyo® ReikiDo. Esperta di cucito terapia.)


QUELLA LINEA DI CONFINE

  Al sorgere del sole. Esiste una linea sottile, Uno spazio in cui ogni cosa coesiste. Un luogo dove gli opposti sanno sfiorarsi. Una dimens...